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Liberi? Ma quando mai.

 

La libertà è come questa immagine: pensiamo di essere liberi, invece siamo, metaforicamente parlando, dietro le sbarre.
Spesso pensiamo di essere liberi, soli. Invece no, siamo sempre al centro dell’attenzione.
Per esempio, ci si ferma in autogrill. Pieno di telecamere. Sanno all’istante quanti panini si mangiano, quante coche, birre o chinotti si bevono. Le telecamere non servono solo per i ladri, ma anche alle multinazionali in modo da essere super informati su cosa preferiamo. Così facendo, il mese dopo guardacaso, ciò che maggiormente preferiamo ce lo troviamo in prima fila, ad altezza uomo, sugli scaffali. Che gentili.
Esci dall’autogrill e ci becca l’autovelox. Taaac, sanno dove vai.
Pagate con la carta di credito e sanno perfettamente cosa si spende, fino all’ultimo centesimo.
Vi sentite male, andate all’ospedale, vi curano e tutti sanno di te.
Chatti nei social network e sanno cosa dici alle persone che senti. Sanno dove sei grazie anche alla localizzazione, oppure sanno che tipo di musica ascolti. Quando e quanto l’ascolti.
Shakspeare diceva che ci sono cose tra cielo e terra che non possiamo nemmeno immaginarci. Beh, si chiamano satelliti e sanno anche quando sei sul cesso.

Ed ora, chiediamoci se siamo liberi.

Secondo voi, saremo liberi di chiedercelo ad alta voce o c’è il rischio dell’effetto Truman Show?

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