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Strage di Firenze, indignazione totale.

Mi vergogno di quello che è successo. Nel 2011 arrivare ancora ad atti del genere. Ha ragione questo signore. La crisi non farà altro che aumentare i disagi sociali.
Eppure basterebbe un minimo di intelligenza in più e certe cose si eviterebbero. Non esistono razze, Dio Santo.

Eppure anche io, magari in treno o in metrò, appena vedo una persona non italiana, tendo sempre ad avere una sorta di paura, come se noi italiani non fossimo dei delinquenti. Bisogna condividere pensieri di rispetto, per tutti, reciprocamente. Quando ho sentito di questa strage, mi sono commosso. sentire poi che uno delle due vittime, precisamente Diop, si trovava per caso in quel mercato (dovendo sostituire una sua amica alla bancarella, solo per quel giorno), mi si stringe di più il cuore.

Ricordo quando lessi il meraviglioso libro “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jelloun. Rimasi colpito da un passaggio molto chiaro:

“Il rispetto è essenziale. D’altra parte la gente non pretende l’amore, ma di essere rispettata nella sua dignità umana. Rispettare vuol dire sapere ascoltare. Vuol dire avere riguardo e considerazione. Lo straniero non reclama amore e amicizia, ma rispetto. L’amore e l’amicizia possono venire dopo, quando ci si conosce meglio e ci si apprezza. Ma in partenza non bisogna avere alcun giudizio preconcetto. Invece il razzista si sviluppa grazie ai pregiudizi sui popoli e sulle loro culture.”

Ora, analizzando il fatto di Firenze, passando anche dalla strage di Liegi sempre di qualche giorno fa, e arrivando alla mia paura in metro, mi chiedo: “Dov’è il rispetto?” Non esiste. Il rispetto non c’è. Eppure, cazzo, siamo tutti uguali. Esistono italiani buoni, italiani che spacciano e uccidono. Esistono africani sia buoni che cattivi, come sudamericani, giapponesi, cinesi.

L’uomo razzista è brutale. Il razzista purtroppo non usa la ragione intrinseca dell’uomo, ma questa, viene messa da parte dall’istinto primordiale di paura nel “diverso”, in colui che non si conosce.

Sono estremamente sicuro, che se conoscessi la maggior parte di coloro che istintivamente mi fanno paura, mi renderei conto che c’è da aver paura più di chi è uguale a me.

                          Christian

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