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Auguri Mamma

In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.

In te sono passato da cellula a scheletro
un milione di volte mi sono ingrandito,
fuori di te l’accrescimento è stato immensamente meno.

Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota perché il vuoto
l’ho portato con me.

Sono venuto nudo, mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore
il latte e la sua assenza.

Mi hai messo in bocca tutte le parole
a cucchiaini, tranne una: mamma.
Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra
quella l’insegna il figlio.

Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.

Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione
non ancora,
da te ho imparato il lutto e l’ora di finirlo,
a tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
non il loro peso.
A te ho nascosto tutto.

(…)

 

Erri De Luca – Mamm’Emilia

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La vita…

Non credo di essere in grado di saper definire cosa sia e cosa rappresenti la vita però credo si possa paragonare ad una piscina. C’è gente che davanti ad una piscina si butta a capofitto, prendendo la rincorsa, credendoci, non preoccupandosi se l’acqua sia fredda o troppo  alta.  Al contrario, c’è gente che preferisce entrare in acqua dalla scaletta. Un gradino alla volta. Prima si bagnano i piedi, poi scendono di gradino e si bagnano le gambe, ma cominciano a pensare che forse non è una cosa giusta quella di scendere ancora di gradino, perché l’acqua è fredda. Dopo tante esitazioni, molto incerti, scendono ancora di gradino bagnandosi la pancia magari pentendosi perchè trovano l’acqua troppo fredda. Questi due tipi di situazioni, sono riconducibili al come prendiamo noi la vita. Credo che nella vita bisogni buttarsi senza pensare. Il fermarsi a riflettere, arrivare alla conclusione che molto probabilmente il buttarsi in un progetto, in una relazione o in un lavoro non sia fattibile, solo perché si vedono soltanto conseguenze negative, sia sintomo di paura e irresponsabilità nei propri confronti. La vita va affrontata di petto, senza rimorsi di coscienza, anche perché molto spesso, prima di buttarsi, si pensa solo alle conseguenze negative, perché quelle positive magari non si conoscono.

Liberi? Ma quando mai.

 

La libertà è come questa immagine: pensiamo di essere liberi, invece siamo, metaforicamente parlando, dietro le sbarre.
Spesso pensiamo di essere liberi, soli. Invece no, siamo sempre al centro dell’attenzione.
Per esempio, ci si ferma in autogrill. Pieno di telecamere. Sanno all’istante quanti panini si mangiano, quante coche, birre o chinotti si bevono. Le telecamere non servono solo per i ladri, ma anche alle multinazionali in modo da essere super informati su cosa preferiamo. Così facendo, il mese dopo guardacaso, ciò che maggiormente preferiamo ce lo troviamo in prima fila, ad altezza uomo, sugli scaffali. Che gentili.
Esci dall’autogrill e ci becca l’autovelox. Taaac, sanno dove vai.
Pagate con la carta di credito e sanno perfettamente cosa si spende, fino all’ultimo centesimo.
Vi sentite male, andate all’ospedale, vi curano e tutti sanno di te.
Chatti nei social network e sanno cosa dici alle persone che senti. Sanno dove sei grazie anche alla localizzazione, oppure sanno che tipo di musica ascolti. Quando e quanto l’ascolti.
Shakspeare diceva che ci sono cose tra cielo e terra che non possiamo nemmeno immaginarci. Beh, si chiamano satelliti e sanno anche quando sei sul cesso.

Ed ora, chiediamoci se siamo liberi.

Secondo voi, saremo liberi di chiedercelo ad alta voce o c’è il rischio dell’effetto Truman Show?

Giovane = (non) lavoro.

 

L’argomento più ricorrente di quando parlo con amici ed i  miei coetanei è uno solo: il lavoro, o meglio, il (Non) lavoro.
La possibilità per un giovane di avere un lavoro regolare e con prospettive indeterminate è pari a zero.
Esistono varie condizioni dei giovani: coloro che non ce la fanno nemmeno a finire le scuole superiori, quindi decidono di ritirarsi; coloro che si diplomano; chi si laurea; coloro che il lavoro (più o meno precario che fosse) l’hanno perso o coloro che lavorano ma non sono in regola, quindi è come se non lavorassero.

Il punto in comune di tutti questi giovani è che tutti sono costretti a vivere in bilico. Nessuno sa cosa li attende nel futuro. Anzi, la maggior parte di noi, teme questa parola: “Non so nemmeno se mi chiamano al ristorante per lavorare domani, figurati se penso a me fra tre anni“.

Non valgono nemmeno i discorsi fatti dagli adulti, i quali continuano a dire che i giovani d’oggi sono senza progetti futuri: vorrei ricordare ai vecchi, soprattutto coloro che restano nel mondo del lavoro per beneficiare dei propri salari e privilegi (politici, presidenti d’aziende ecc) che se togliessero il proprio culo dal ruolo che ricoprono capendo che sarebbe l’ora di cedere il posto a qualcuno di più giovane, il ciclo continuerebbe come dovrebbe. Invece no. Il ciclo non andrà mai avanti: il 70enne ricopre fino alla morte il proprio ruolo e il giovane rimarrà sempre in lista d’attesa.

Risultati? In Italia, i giovani tra i 15 e i 29 anni senza un lavoro sono circa 2 milioni e 200 mila. Equivalenti al 22% . Una percentuale altissima.

In merito a questo discorso, ho sentito dire da Saviano una cosa secondo me giusta, interessante e che rispecchia il presente. Sostanzialmente diceva che una volta, se una persona aveva una determinata passione e doveva scegliere se vivere della propria passione o studiare per un lavoro sicuro, indubbiamente avrebbe optato per la seconda scelta, perché sarebbe stata più facile da realizzare. Oggi non è così. Oggi, sia che scegli di vivere della tua passione, sia che scegli un altro percorso, sicuramente troverai gli stessi ostacoli prima di giungere al traguardo (SE al traguardo ci arrivi). Quindi, siamo arrivati ad un punto in cui conviene scegliere di vivere delle proprie passioni, almeno il tutto è affrontato con il cuore.

Nonostante io abbia un lavoro (temporaneo), già penso al mio futuro.
“Beh al limite potrei andare all’estero” (è pur sempre un’esperienza formativa), “Beh ma magari sono fortunato e trovo subito un altro lavoro, oppure no”.

Anche chi ha un bel lavoro, ha le stesse paure di chi non lo ha perché niente è sicuro:

…quale sarà il mio futuro?

 

Assimilare merda guardando la tv.

Dopo aver letto questo articolo “Ascolti flop: il Grande Fratello verso la chiusura anticipata” non potevo crederci. Non saprei se questa testata giornalistica possa considerarsi una fonte attendibile, ma mi piace pensarla cosi.

Dopo dodici anni, il Grande Fratello potrebbe chiudere.
Questo anno potrebbe terminare con una notizia bomba, almeno per me.

Se ci fate caso, la tv ci tartassa di finti modelli da seguire. Tronisti lampadati e griffati da testa a piedi che fanno a gara per sedersi nei salotti più esclusivi dei programmi televisivi. Basta anche vedere le coppie che stanno in prima pagina di settimanali che fanno il proprio business su queste cose. Leggo di coppie che  dichiarano di amarsi, ci dicono che scopano, che si tradiscono e che la settimana dopo sono in prima pagina già con un altro uomo o un’altra donna. Rilasciano interviste senza senso, partecipano a programmi privi di significato. E’ come se i capi della tv imponessero un determinato format da seguire, cosi da rimbambire chi guarda la tv. Ora che ci penso, è utile togliere il “E’ come se”.

Vedo ragazze nude (coloro che si vestono, non faranno strada), corteggiare questi tronisti bellocci, i quali pensano di avere una vita piena, solo perchè guadagnano qualche migliaia di euro per vendere la propria immagine vuota. Tra l’altro, su Facebook gira molto la foto che ho messo di fianco. La Tommasi alle prese con un upskirt(volontario) al Chiambretti Night. Ecco cosa deve fare una ragazza per guadagnare soldi facili. Poi ci saranno quei segaioli i quali mi criticheranno perchè condanno il gesto della Tommasi. Magari mi beccherò anche dell’omosessuale, ma scusate una cosa. Se siete dei segaioli morti di figa e non avete mai visto una figa dal VIVO, non basate la vostra vita a difenderla solo perchè la fa vedere cosi facilmente (e immagino la dia altrettanto cosi facilemente). Se non riuscite a vedere una figa dal vivo, esistono vari siti che vi permetteranno di vederle senza problemi, e quei siti tra l’altro, basano la propria esistenza su questo scopo. Una cosa del genere, in una tv accessibile a tutti, è una cosa vergognosa, ma è il risultato dei tempi che stiamo vivendo: apparire, ammiccare, denudarsi per guadagnare facile.

Scommetto le mie palle, che se si chiede ad un ragazzo di 15 anni o ad una ragazza coetanea, questi rispondono che vorrebbero diventare famosi, magari far le veline o magari il belloccio palestrato, tanto etero, che per occupare il trono, magari si è anche dovuto abbassare a raccogliere la saponetta. Beh, non c’è bisogno di chiedere. Basta andare dei facebook delle ragazze, e vederle davanti allo specchio nude o quasi o dei ragazzi, per vedere il bicipide in tensione. Ste pagliacciate però non credo si possano condannare e dare la colpa solo a noi giovani. I giovani vivono il momento. I questo momento, il presente del giovane è tartassato da questo schifo.

In tv se ci fate caso, esistono programmi che puntano sull’apparenza di una persona e non su quello che la persona è. Ci hanno abituati a pensare che programmi di questo genere (devo fare i nomi? Non penso, è facile capire di che cosa parlo) siano programmi su cui basare i propri interessi, la propria vita.

Odio dover accendere la tv e vedere sempre le stesse facce, finte. Conduttori/conduttrici che perdono la faccia per far andare avanti un sistema di merda. Tutto è finto. Non esistono programmi in diretta tv e se esistono, sono rari. Ho letto che i programmi vengono anche registrati due ore prima della messa in onda, poi si passa alla cancellazione di tutte le parti che non devono essere fatte vedere al pubblico. In questo modo il programma sembra perfetto. Invece è solo apparenza, perchè è tutto finto.

Dopo dodici anni, il Grande Fratello rischia di chiudere. In altri paesi del mondo, non è nemmeno durato cosi tanto. Da noi si, ma non si dice mica “meglio tardi che mai?”. Beh, questo è sintomo di una consapevolezza in più. L’Italia comincia a stufarsi dell’apparenza, della frivolezza.

O forse sono io che mi faccio seghe mentali, e l’Italia continuerà ad amare questa merda!

Ma poi, con che coraggio mi chiedi l’offerta durante la Messa?

Le religioni sono molte nel mondo. Dal Cristianesimo all’Islam, dal Buddhismo all’Induismo solo per citarne alcune.
Per la notte di Natale, sono andato a Messa (ed è anche l’unica volta durante l’arco dell’anno che lo faccio).
Il motivo principale della mia unica presenza in Chiesa è che nel post messa, ci si scambia gli auguri e i regali di Natale. Non vado ne per una motivazione religiosa, ne tantomeno per farmi vedere: anche perchè se fosse per quest’ultimo motivo, andrei tutto l’anno come fa il 99,99% della gente.

Non credo assolutamente che miei coetanei (parlo di loro, perchè mi è più facile farne considerazioni)  vadano a Messa settimanalmente per un forte senso di fede. Al contrario, penso che questi, vadano sia per abitudine e sia per il post messa, in cui si sta insieme a ridere e scherzare.
Come nei miei coetanei, questa cosa vale anche per quelli più grandi di noi (tolto forse i più anziani.
Sono fermamente convinto che anche persone che vanno dai 30 ai 50/60 anni, frequentino le messe solo per fare presenza, per far vedere che si è sempre presenti, un giorno con la pelliccia di orso, un giorno con due diamanti da 40 carati, ad essere riduttivi.

Come non credo in chi frequenta la Chiesa, non credo nella Chiesa vista come istituzione.
Se da una parte vedo una religione chiara, dall’altra parte vedo un’Istituzione falsa, finta basata sul predicare bene e sul razzolare male.
Preti, vescovi, cardinali passano la vita a dire ai propri fedeli di fare offerte a chi vive in povertà, di aiutare il prossimo come se fosse un fratello. A vederla cosi, chi non darebbe conto alle parole di queste persone? Ma poi, la realtà è difficile da non vederla. Tutte le belle parole, rimangono tali, non diventano fatti. Basti vedere quanti immobili ha la Chiesa. Perchè non usarli TUTTI per aiutare il prossimo?

Vedo la Chiesa e percepisco un controsenso unico. “Siamo vicini alle vittime del terremoto.” “Preghiamo per le vittime di guerra.” “La guerra è una cosa che non porta del positivo, pregate affinchè questa termini” e poi, tornano nella loro mentalità, serviti e riveriti, in mezzo centinaia di metri quadrati ricoperti d’oro, indossando abiti e scarpe da migliaia di euro. Per non parlare di tutti i soldi che prendono con l’8xmille. (Anche se questi, sono solo una minima parte della ricchezza della Chiesa, sia a livello di beni immobili e sia a livello di ricchezza in generale).
E’ strano poi leggere le parole dello stesso Papa : “Chi avrà vissuto nel lusso e nell’egoismo andrà all’inferno, ma chi avrà sofferto sarà portato dagli Angeli in Paradiso”.   Sono io che vivo nel mio mondo?

Per non parlare dell’argomento omosessualità. Molti paesi, considerano l’omosessualità reato e per questo gli omosessuali meritano la pena di morte. L’ONU, qualche tempo  fa, introdusse e fece firmare una petizione con la quale si afferma che l’omosessualità non deve essere considerata  reato. Morale della favola, la Chiesa non firmò la petizione.

Potrei stare ore davanti al pc a parlare dei controsensi della chiesa, perchè questa isituzione non si salva in nessun punto di vista.
Ovviamente tra i tanti ciarlatani, c’è chi crede realmente e vive fino in fondo la parola del Signore e questa gente è da lodare.

Ma poi, con che coraggio mi chiedi l’offerta durante la Messa? 

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