Archivio mensile:maggio 2012

Auguri Mamma

In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.

In te sono passato da cellula a scheletro
un milione di volte mi sono ingrandito,
fuori di te l’accrescimento è stato immensamente meno.

Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota perché il vuoto
l’ho portato con me.

Sono venuto nudo, mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore
il latte e la sua assenza.

Mi hai messo in bocca tutte le parole
a cucchiaini, tranne una: mamma.
Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra
quella l’insegna il figlio.

Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.

Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione
non ancora,
da te ho imparato il lutto e l’ora di finirlo,
a tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
non il loro peso.
A te ho nascosto tutto.

(…)

 

Erri De Luca – Mamm’Emilia

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Pausa pranzo in discoteca: in Svezia si fa!

 

 Foto: la Deejay Jessie Granqvist in un Lunch Beat a Stoccolma il 20 marzo 2012 (AP Photo/Kirsten Thyberg Eddyson)

Ho letto questa notizia qualche giorno fa, sul Il Post. Ebbene si. Negli ultimi anni in Svezia si è sviluppato un nuovo modo di passare la pausa pranzo. Tutti in discoteca. Questa moda si chiama Lunch Beat ed è stata inventata da un gruppo di 14 amici nel giugno 2010, che hanno ballato nel garage dell’azienda in cui lavoravano. In poco tempo questa moda si è protratta anche in Svezia, Serbia e Finlandia e a breve arriverà anche a Porto e a Bruxelles.
Il Lunch Beat ha un minfesto di dieci regole, che devono obbligatoriamente essere rispettate: deve durare un’ora e coincidere con la pausa pranzo. Prevede un dj set di 60 minuti precisi. Non si deve consumare alcool e droghe e deve comprendere un pasto veloce, solitamente panino bevanda e frutto ed è assolutamente vietato parlare di lavoro. La regola fondamentale è che si deve ballare, sennò, si legge nel manifesto, “andate a pranzare da un’altra parte”.

L’idea principale di questa pausa pranzo è che i lavoratori passino un’oretta al centro della giornata lavorativa in cui possono sfogarsi scaricando la tensione per poi andare a lavorare in modo tranquillo.
L’idea è piaciuta soprattutto per questo. Liberare le tossine negative che ti porta il lavoro a metà giornata fa si che poi si ricominci senza accumularle a quelle del pomeriggio.
La cosa più affasciante è che in quest’ora di puro divertimento, ci sono persone con lavori di ogni tipo. Pubblicitari, designer, ingegneri, broker assicurativi.
E’ capitato molto spesso che sia l’azienda stessa che acquista i biglietti di entrata per i propri dipendenti, perchè riconoscono sia un evento che abbia un aspetto più salutare che trasgressivo confermando che il lavoratore dopo aver ballato per un’ora abbia più voglia di tornare al lavoro.
Nel 2011 l’espressione “lunch disco” è stata  riconosciuta dal Consiglio del linguaggio svedese e nel dicembre dello stesso anno il fondatore del Lunch Beat, Molly Ränge, arrivò al secondo posto in un elenco stilato da Shortcut  (la principale rivista che si occupa di lavoro in Svezia) sulle cento persone che hanno reso la Svezia un posto più divertente in cui vivere.

Video di un Luch Beat

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L’antipolitica non è Grillo. Grillo è incazzato, come tutti gli italiani.

In questi giorni, anche grazia o a causa delle votazioni che ci sono state nel week end appena passato, tutti i presunti attuali politici, tutte le trasmissioni televisive e tutta la carta stampata ha accostato il termine Anti Politica a Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle.

Siamo sicuri che siano realmente l’Anti Politica?

Personalmente la penso diversamente. Beppe Grillo in questo momento non rappresenta l’Anti Politica, ma rappresenta l’insoddisfazione e l’incazzatura dell’italiano medio in questo periodo.
L’Anti Politica esiste da anni. Basti pensare a tutta le gente passata da Tangentopoli in poi. Gli attuali (presunti) politici, è gente senza rispetto per i propri cittadini. Gente piena di soldi, gente che non è mai andata a fare la spesa rendendosi conto di non poter comprare molte cose sennò le bollette non si sa come pagarle. E’ gente che non conosce la vergogna. Gente che fa di tutto per raccomandarsi a vicenda, raccomandare i propri figli, le proprie famiglie.
E’ gente che non conosce il rispetto.
De Gasperi diceva che “politica vuol dire realizzare”. Loro si sono autorealizzati: carriera politica, donne, cibi prelibati, macchinoni, viaggi intercontinentali, proprietà immobiliari, vestiti griffati. Tutto fatto con i soldi pubblici dati ai partiti. E’ gente che quando è intervistata dice sempre e solo le stesse cose. Parla di giovani ma mai li prendono in considerazione. Parla di tagli ma poi aggiungono tasse. Parla di pensioni e poi le tolgono a tutti. Si insomma, predicano bene ma razzolano male.

L’Anti Politica non è Beppe Grillo. Beppe Grillo è soltanto un italiano incazzato, un italiano a cui non va giù pagare le tasse senza sapere dove vanno i propri soldi. E’ un italiano a cui da fastidio scoprire ogni giorno che ci sono presunti politici laureati grazie ad acquisti effettuati all’estero (dato che in Italia nemmeno il diploma di scuola superiore riuscirebbero ad ottenere STUDIANDO); è un italiano a cui non va giù che i partiti vengano finanziati con i rimborsi pubblici cinque volte maggiori alle effettive spese; è un italiano contro i meccanismi da usurai delle banche; è un italiano deluso dalla misera politica di questi anni, è un italiano INCAZZATO come tutti gli italiani medi.

Quello che sta predicando Beppe Grillo – che non sta facendo campagna elettorale per autocandidarsi (cosa che non vuole fare), ma per mandare via i presunti politici di ora – attualmente, insieme al suo Movimento 5 Stelle è la voce all’unisono dell’italiano medio, il quale ora come ora è talmente frustrato e deluso che fa fatica a credere in un futuro roseo.

Cari presunti politici, Beppe Grillo esiste da anni, ma è sempre stato sottovalutato e anche poco considerato come persona seria. Ora però vi fa paura. Con che coraggio dite che è un buffone??? Lui? Per caso comincia a far paura che il Movimento 5 Stelle ha un adesione presunta del 6%, corrispondente a circa 3 milioni di italiani votanti. I numeri sono ancora relativamente bassi, ma tendono a crescere.
Fate bene ad aver paura. Siete voi che avete perso talmente tanto la credibilità che se un gruppo di italiani medi vi becca in giro, non so fino a quanto questi vengano a darvi la mano come dite sempre in tv.

L’italiano medio fino ad ora ha subito tutto passivamente, combattendo, suicidandosi perchè è apparentemente l’unico modo per risolvere i problemi (i giornalisti ci sguazzano perchè un suicidio corrisponde ad una prima pagina, allo share che aumenta).
Non avendo la sfera di cristallo non posso dire con certezza che se sale al potere il Movimento 5  Stelle i problemi si risolvano. So per certo che dare un’opportunità sia lecito. Personalemente gliela darei eccome.
Cari presunti politici, dovete pagare questa vostra straffottenza nei nostri confronti. La plebe.

 

1° Maggio: dalle origini ad oggi.

Perchè proprio il 1° maggio?

Tutto ebbe inizio nel lontano maggio 1886 quando negli Stati Uniti dei lavoratori di Chiacago si riunirono in piazza per protestare contro i datori di lavoro che non rispettavano la legge che istituiva il tetto massimo delle otto ore lavorative. Per placare lo sciopero, la polizia sparò sopra la folla di lavoratori, uccidendone due.
Nei giorni successivi, altre manifestazioni vennere represse dalla polizia. Il culmine ci fu nella manifestazione di Haymarket, piazza del mercato e delle macchine agricole, dove vennero uccisi (a causa di un attentato) altre persone (sia manifestanti che poliziotti).
I responsabili dell’organizzazione della manifestazione vennero arrestati e processati – sette di loro vennero anche condannati a morte con motivazioni traballanti – quattro persone vennero uccise, una persona si suicidò il giorno prima della sua esecuzione e due condanne a morte vennero trasforamte in ergastoli dal governatore dell’Illinois.
Nel 1890, a fronte di questi avvenimenti, la Seconda internazionale socialista, decise di promuovere in tutto il mondo il 1° maggio come festa dei lavoratori, in onore di quei lavoratori innocenti che protestavano per l’attuazione dei propri diritti.

Il 1° Maggio in Italia:

Il 1° maggio del 1947 duemila contadini siciliani, protestavano contro il latifondismo di Portella della Ginestra, nei pressi di Palermo. Undici manifestanti vennero uccisi da un attacco a fuoco ordito dalla mafia con complici coloro a cui dava fastidio la manifestazione. I morti si chiamavano Margherita Clesceri, Giorgio Cusenza, Giovanni Megna, Francesco Vicari, Vito Allotta, Serafino Lascari, Filippo Di Salvo, Giuseppe Di Maggio, Castrense Intravaia, Giovanni Grifò, Vincenza La Fata. Tre di loro avevano meno di 13 anni. I feriti furono 27.

Il 1° maggio del 1990 ci fu il primo Concerto a Roma organizzato dai tre maggiori sindacati CGIL, CISL e UIL. Questo concerto è diventato un rito, un’abitudine con lo scopo di festeggiare i lavoratori.
La domanda che sorge spontanea, è per quale motivo il concerto deve essere ancora fatto? A parte il marasma generale, l’ubriacatura totale degli spettatori che porta poi alla distruzione completa di Roma, mi pare che questo concert abbia perso qualsiasi valenza politica e sia solo un modo con cui i sindacati cercano di parlare e tutelare i giovani lavoratori italiani.
Perchè queste energie mediatiche,organizzative ed economiche utilizzate da parte dei sindacati per l’organizzazione del concerto, non vengono utilizzate dagli stessi sindacati per dare vita ad iniziative politiche serie a favore dei giovani lavoratori italiani?
Ci si rende conto che non basta parlare di giovani ad un concerto per tutelare un lavoratore?
I sindacati si rendono conto che dai dati della sindacalizzazione emerge che meno del 19% dei lavoratori italiani under 34 anni è iscritto ad un sindacato? Sanno leggere e capire che se non fanno qualcosa per coinvolgere seriamente i giovani, non avranno più persone iscritte?
Il sindacato si rende conto che dal 2004 ad oggi (quindi da prima a dopo la crisi), il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 35,9%

Quindi mi chiedo se sia meglio faticare per organizzare un concerto per  dare la parvenza che si tuteli il giovane oppure è meglio sedersi a tavolino con i giovani e valutare il da farsi politico?

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